Stephanotis Floribunda

il Gelsomino del Madagascar a Torino da UVShop

Stephanotis floribunda

Ecco il bugiardino dello Stephanotis Floribunda, una delle nostre piante da appartamento preferite!

La pianta di Stephanotis, conosciuta anche come “Gelsomino del Madagascar” è una deliziosa pianta rampicante, molto decorativa grazie non solo alle sue foglie ma anche ai suoi fiori molto profumati, utilizzata spesso per pareti o librerie.

Pur essendo una pianta rampicante è sprovvista di viticci o di altri organi atti ad ancorarsi alle superfici per cui è necessario legarla per poter avere il portamento rampicante.

Normalmente fiorisce a partire dalla primavera e per tutta l'estate con fiori di colore bianco, profumati a forma tubolare riuniti in grappoli alle ascelle  delle foglie.

TECNICHE DI MANTENIMENTO

Nel periodo primaverile-estivo le temperature è preferibili che rimangano costanti intorno ai 21°C anche se tollerano temperature superiori. Nel periodo autunno-invernale è opportuno che non scendano sotto i 13°C anche se, per brevi periodi, possono sopportare temperature inferiori.

Amano gli ambienti ventilati, per cui se allevata in appartamento assicurate un buon ricambio dell'aria.

ANNAFFIATURA

L'annaffiatura deve essere generosa.

Il terreno deve rimanere sempre bagnato durante il periodo primaverile- estivo mentre a partire dall'autunno e per tutto l'inverno si diminuiscono gradatamente ed il terreno deve restare appena umido.

Attenzione a non lasciare ristagni idrici nel sottovaso che non sono tollerati.

Ama gli ambiente umidi per cui occorre, durante la stagione più calda, nebulizzare regolarmente le foglie con acqua non calcarea facendo attenzione a non bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi.

E' una pianta che non ama il calcare il cui eccesso può provocare la caduta dei fiori. Pertanto se l'acqua della condotta è calcarea si raccomanda di utilizzare acqua piovana o demineralizzata (lasciate decantare almeno una notte l'acqua del rubinetto) oppure usare l'acqua della condotta preventivamente bollita con qualche goccia di aceto.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Il rinvaso si effettua ogni anno, all'inizio della primavera utilizzando dei vasi via via di dimensioni un po' più grandi del precedente fino ad un massimo di circa 20 cm. Successivamente ci si limita a rimuovere i primi 2,5-5 cm di terreno e sostituirlo con uno fresco.

Si utilizza un buon terriccio fertile mischiato a della sabbia grossolana per favorire il drenaggio dell'acqua di irrigazione in quanto è una pianta che non tollera i ristagni idrici.

Al momento del rinvaso sistemate nel terreno dei tutori sui quali ancorare gli steli della pianta.

CONCIMAZIONE: Per chi se la sente

Le concimazioni si effettuano durante il periodo primaverile-estivo aggiungendo all'acqua di irrigazione un concime liquido ogni due settimane, diminuendo leggermente le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione. Durante gli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

Si può utilizzare un buon concime liquido equamente bilanciato in azoto (N), fosforo (P), potassio (K) ma che contengano anche i cosiddetti microelementi, vale a dire quei composti di cui la pianta ha bisogno in minima quantità (ma ne ha pur sempre bisogno) quali il magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

POTATURA

All'inizio della primavera si pota la pianta per eliminare gli steli che si sono allungati eccessivamente ma avendo cura di non tagliarli troppo drasticamente (vale a dire non fino alla base!). Come si effettua il taglio si avrà la fuoriuscita di latice che può essere arrestata tamponando con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua fredda.

Abbiate l'accortezza di pulire e disinfettare, possibilmente alla fiamma, le lame della cesoia che utilizzate, per evitare di infettare i tessuti dei rami.

MALATTIE E PARASSITI:

La foglie ingialliscono ed i fiori cadono: Questo sintomo è un chiaro indizio che la pianta è stata soggetta a sbalzi di temperatura o eccesso/carenza d'acqua o avete usato acqua calcarea. 
Rimedi: bagnatela una volta la settimana con concime naturale al Propoli della Cifo (novità della  che troverete qui noi ULTRAVIOLET Shop), e nebulizzate una seconda volta la settimana. il tutto con acqua non calcarea. Dopo di chè, pazientate. E vedrete che dopo un mesetto la piantina si infoltirà di nuovo di belle foglie verdi e fiori profumati!

Le foglie ingialliscono e si notano delle piccole macchie di colore giallo-marrone

Talvolta la pianta può subire anche attacchi da parte del ragnetto rosso, un acaro. Osservando soprattutto la pagina inferiore delle foglie si possono vedere anche delle sottili ragnatele. 
Rimedi: aumentare l'umidità ambientale intorno alla pianta in quanto il clima secco è il miglior alleato di questo parassita. Solo nel caso di gravi infestazioni intervenire con acaricidi specifici.

CURIOSITA'

I fiori della Stephanotis sono molto usati nei bouchet delle spose.

In nome del genere deriva dal greco stephanos «corona» e otos «orecchio» forse a causa delle particolari appendici che si trovano nella corona staminale o forse più semplicemente perché nel suo paese d’origine, la pianta è spesso usata per fare delle corone di fiori. Floribunda deriva invece dal latino floribundus «ricco di fiori».

Un grazie a elicriso.it per le fonti.

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La pianta di Ottobre: Polyscias

Cura della Polyscias

Tipi di Polyscia

Curiosità: questo genere comprende circa ottanta specie di arbusti o piccoli alberi originari della Nuova Zelanda e dell'Asia; in natura possono raggiungere alcuni metri di altezza, mentre le piante coltivate in appartamento si mantengono al di sotto di 120-150 cm. 


Posizione:  in genere possono sopportare temperature vicine ai 7-10 gradi, ma si sviluppano al meglio se coltivate a 18-20°C anche in inverno, vanno quindi tenute in appartamento, in un ambiente comunque luminoso.

Annaffiatura: annaffiare regolarmente per tutto l'anno avendo cura di attendere che il terreno asciughi leggermente tra un'annaffiatura e l'altra. Se lasciata troppo a lungo senz'acqua tendono a perdere le foglie, che spuntano prontamente fornendo adeguate quantità d'acqua.

Nei periodi dell'anno in cui l'aria è molto secca (d'inverno se c'è un termosifone nei paraggi, o d'estate quando c'è vento) è consigliabile vaporizzare le foglie ogni 2-3 giorni. 

Terreno: l'apparato radicale di queste piante non è molto sviluppato e le radici sono fragili e sottili, è quindi sconsigliabile rinvasarle spesso.

Parassiti e malattie: se eccessivamente annaffiate le polyscias possono venire colpite da marciume radicale.

Nozioni particolari: La pianta può raggiungere altezze tra 1 metro e 1 metro e mezzo.


Ulteriori informazioni su: Polyscias filicifolia - Polyscias filicifolia - piante appartamento - Piante da interno - Polyscias filicifolia


Ficus Ginseng, il bonsai facile e portafortuna

FICUS GINSENG

(retusa, microcarpa)

Per millenni la radice del Ginseng è stata considerata la "radice dei miracoli",

dalla quale si può ottenere qualsiasi effetto salutare,

come una maggior resistenza alla fatica, alla fame e alla sete,

l'esaltazione della capacità sessuale, generatrice, e persino il prolungamento della vita

Ficus Ginseng

Ficus Ginseng


Il F. Retusa è così chiamato perché con le sue forme mostra variegate figure,

la più comune è il Ginseng ma sono rappresentate anche forme umane e strane.

Secondo il culto indiano, il Ficus che cresce attorno alle case,

assicura la massima sicurezza, garantendone la protezione da parte degli Dei.


Tutti i Ficus sono indicati per umidificare gli ambienti chiusi e sono considerati validi purificatori dell'aria,

in particolare, il Ficus retusa consuma circa 12 microgrammi/ora di formaldeide.

Questa sostanza nociva è prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica bruciati, dagli abiti portati in tintoria, da smalti, vernici, stoffe e tendaggi.

Trattamento

Esposizione: predilige posizioni ben luminose, ma è bene evitare l'eccesso di luce solare diretta;

questo ficus può sopportare temperature vicine allo zero, anche se si ha uno sviluppo migliore coltivando la pianta con temperature minime non inferiori ai 10°C.

Quindi da marzo ad ottobre si può esporrre all'aperto, in luogo semiombreggiato,

mentre durante i mesi freddi si coltiva come pianta da appartamento, oppure in serra temperata.

Annaffiature: da marzo-aprile, fino alla fine dell'estate, si annaffia abbondantemente,

attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto tra un'annaffiatura e l'altra, ed evitando di lasciare acqua nel sottovaso;

con l'arrivo dell'autunno le annaffiature si diradano,

inumidendo il terreno periodicamente, senza però dimenticare di vaporizzare spesso la chioma.

Parassiti e malattie: soffrono per l'attacco della cocciniglia, soprattutto in un clima molto asciutto.

Eccessive annaffiature, o un terreno scarsamente drenante, possono favorire l'insorgere di marciumi.

Ficus Microcarpa Ginseng



Kentia

Kentia

Perché la Kentia è così preziosa:

Prima di varcare la soglia di casa tua la Kentia ha accumulato una lunga esperienza di viaggio. Le piante giovani crescono sull’Isola di Lord Howe, dove questa palma è stata scoperta nel 19esimo Secolo. La piccola isola di Howe è situata a una distanza di 700 chilometri circa a est della città australiana di Sydney, nel sud pacifico. Una volta giunte sulla terraferma europea, le piantine vengono coltivate in serra per ottenere esemplari adulti, che vengono poi offemessi sul mercato da quando raggiungono 70cm fino ai tre metri.

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Come si mantiene una Kentia:

  1. La Kentia è una pianta particolarmente robusta e ama un luogo riparato dal sole diretto e dalle correnti d’aria. (Alias, in un angolo è perfetta!)

  2. La Kentia è felice in una stanza che ha una temperatura che oscilla tra i 20°C e i 25°C (alias, non davanti al termosifone o sotto il condizionatore d’aria!)

  3. Ha un’elevata resistenza all’aria secca e si accontenta di una sola annaffiatura alla settimana.

  4. E’ importante provvedere a un buon drenaggio dell’acqua superflua per evitare il marciume radicale. Quindi, controllate sempre che non rimanga acqua stagna nel coprivaso/sottovaso.

  5. In primavera e in estate puoi arricchire l’acqua dell’annaffiatura con una piccola dose di fertilizzante per piante verdi indoor.

  6. Ogni anno a Febbraio controllate se le radici fuori escono dai buchi sotto il vaso, e rinvasarla con terriccio per piante da appartamento in un vaso di una o due dimensioni più grandi (non di più! Perché? Come? Chiedicelo via mail info@ultravioletshop.it)

  7. Ogni sei mesi fare una doccia completa alle foglie (coprendo con un sacchetto il terriccio): è necessaria per togliere bene la polvere che si deposita tra le foglie. La polvere di città fa da “tappo” e indebolisce la pianta.

Altre curiosità e caratteri che della Kentia:

  • La Kentia appartiene alla famiglia delle Arecaceae. Questa famiglia numerosa include quasi 4.000 generi e specie di Palme (!!)

  • La Kentia è la pianta ideale da regalare a chi non possiede il pollice verde.

  • Questa palma è conosciuta anche con il nome Howea, in riferimento al luogo di origine sull’Isola di Lord Howe.

  • Negli Stati Uniti la Kentia ha il soprannome di Palma Hollywood perché appare molto frequentemente nei film.

  • In natura la Kentia può arrivare ad un’altezza di 12 metri dopo 20−25 anni.

  • Negli ambienti di lavoro la pianta assorbe sostanze nocive dall’aria e riduce lo stress.

  • A seconda del coprivaso la Kentia valorizza sia gli interni con arredamento moderno sia classico.

fonte: FLURAMETZ

Bellissima come decorazione negli angoli

Bellissima come decorazione negli angoli

Schefflera

Abbiamo a che fare con una pianta da appartamento a tinte tropicali. La Schefflera è un genere appartenente alla famiglia delle picante rampicanti, che include molti arbusti e perfino le liane.

La Schefflera è indigena nei tropici ma cresce spontanea anche nelle zone a clima mite.

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Cura e Manutenzione

  1. In casa tua si sentirà a suo agio soprattutto in un luogo caldo e luminoso. Al contrario di molte altre piante da appartamento, la Schefflera sopporta benissimo l’esposizione al pieno sole

  2. E’ bene annaffiarla con regolarità (scegli un giorno alla settimana e seguilo) e controllare che la terra non rimanga bagnata più di qualche giorno di seguito. E’ flessibile e non si offende se dovesse capitarti di saltare qualche annaffiatura. 

  3. C’è un solo ma: la Schefflera ha un desiderio nascosto. Si sente rinascere quando togli ad intervalli regolari la polvere che si è deposto sul suo fogliame. Ama tantissimo farsi fare una bella spolverata sotto la doccia. Portala con te quando fai la doccia e regalale un bel trattamento rinfrescante. Ne uscirà splendente e raggiante di gioia. E può anche darsi che ti contraccambierà con la produzione di fiori.

    Capita molto raramente che questa pianta coltivata in casa fiorisca. Sarà il massimo coronamento della vostra convivenza che, se dipende dalla Schefflera, sarà sempre all’insegna della tua felicità.

Creare una forma bonsai 

La sua voglia di accontentarti è talmente grande da lasciarsi letteralmente plasmare nella forma che preferisci tu. Accetta senza problemi la potatura parziale delle foglie e dei germogli. Tanto emetterà nuovi getti all’apice. Se ripeti le potature di questo tipo potrai ottenere una forma bonsai esattamente su misura dei tuoi desideri personali. In aggiunta, la Schefflera comprende sia varietà a foglia verde che a foglia variegata e di colore porpora scuro. Per ogni gusto e ogni stile di arredamento puoi trovare, o formare, la Schefflera giusta. 

Fonte: Ufficio Olandese dei Fiori